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mercoledì 9 maggio 2012

"Stesso amore, stessi diritti"


Poco più di un'ora fa ero nel mio letto, stavo quasi per addormentarmi. Prima di chiudere Facebook, però, mi sono soffermata su questo volto stampato in questo video. Ho aperto il video. Dieci minuti di lacrime. E riflessioni.
Questo è quello che ci dice QueerBlog.it a riguardo.

“Può capitare anche voi” dice questo video che racconta la storia di Tom e Shane: una storia d’amore tra due giovani ventenni, una storia d'amore lunga sei anni e finita tragicamente, con la morte accidentale di Tom. Il punto è che dopo la sua morte, la madre è corsa a riprendersi il corpo del figlio per seppellirlo nello stato dell’Indiana (dove lui non voleva vivere) e ha impedito di partecipare al funerale al suo compagno Shane, che viveva con lui, con cui aveva comprato casa e che stava per sposare.
Tom Bridegroom era un presentatore di Mtv negli Stati Uniti, un modello e un cantante; ma era anche un ragazzo di 29 anni che era innamorato e avrebbe voluto sposare il suo compagno Shane Bitney Crone ma non poteva più farlo a causa di quella maledetta Proposition 8, che nel 2008 cancellò il matrimonio gay in California.
A un anno di distanza dalla sua morte, Shane ha trovato la forza di diffondere questo video per chiedere a tutti di schierarsi a sostegno dell’uguaglianza e della campagna EqualLoveEqualRights.
Non è giusto morire così giovani; ma ancor più ingiusto è che un padre e una madre (Martha e Norman Bridegroom in questo caso) tradiscano a tal punto la vita del loro figlio morto da escludere la persona che lui amava di più, solo perché era un altro uomo e il loro figliolo era gay. Quando tutte le persone, etero, gay, bisex, trans saranno schierate insieme per la libertà e per l’amore, il nostro mondo sarà di certo migliore.
Chi mi conosce sa quanto mi sia caro questo argomento. L'omofobia e tutto ciò che ne deriva. L'intolleranza. La violenza, fisica e psicologica. La non accettazione. L'emarginazione.
Io sono una persona, proprio come te. Creata da chi tu vuoi che mi abbia creata, Dio, il Bigbang, una scimmia, quello che vuoi. Siamo uguali. Uguali, eppure tutti unici. Ci differenziamo per il colore dei capelli, degli occhi, la forma di naso e occhi, l'altezza, la stazza, la voce, la carnagione, il gusto del gelato, l'orientamento sessuale. Sì, perché il fatto che mi piacciano le persone del mio stesso sesso è pari al fatto che mi piaccia il gelato al cioccolato. L'unica differenza tra me e te è che io, da donna, amo un'altra donna.Quello che faccio io nella mia vita, nei limiti della mia libertà di PERSONA, non intacca la tua. Nè la tua vita intacca la mia. Se io sono innamorata di una donna, tu me lo devi poter lascar fare. Anche gli omosessuali sono dotati di sentimenti, proprio come te. Lo sapevi?
Io, persona uguale a te, con i tuoi stessi sentimenti, voglio avere i tuoi stessi diritti. Che sono i diritti di ogni uomo, perciò sono anche miei. O almeno, dovrebbero esserlo.
Perché io non posso sposare la persona che amo. Io non posso averci un figlio. Non posso crearmi una famiglia con l'amore della mia vita. Non posso baciarla per strada, se no arrivano le occhiatacce, gli insulti, le botte. Non valgo niente per la legge se la mia donna finisce all'ospedale. Non valiamo per la legge. Noi non valiamo.
Ma sai cosa ti dico? IO VALGO. Io, omosessuale, valgo. Io la mia donna per strada la prendo per mano, la abbraccio, la bacio, come puoi fare tu con il tuo/la tua compagno/a, perché non mi importa niente delle occhiatacce. Gli insulti? Mi scivolano addosso. Le botte... Non me le faccio dare. E io non ho paura di parlare. Io non ho paura di espormi, di dichiararmi, di far vedere quanto amo la mia donna. Io i miei diritti me li prendo aprendomi al mondo per quella che sono, chiedendo ad alta voce che mi vengano dati i miei diritti, URLANDO AL MONDO INTERO CHE NOI OMOSESSUALI SIAMO PERSONE COME TUTTE LE ALTRE E DOBBAMO AVERE GLI STESSI DIRITTI! 
Io sposerò la mia donna. E avremo un figlio. E ce ne andremo in giro io e lei, la mia mano nella sua e con l'altra reggeremo il passeggino. E quando la gente ci guarderà, vedrà soltanto una famiglia che si ama e che da amore, non vedrà un abominio della natura, non vedrà un oltraggio alla costituzione. Non vedrà due malate. Vedrà l'amore.
E uso il futuro, perché così sarà. Perché io combatterò affinché tutto questo si avveri.
Combatterò finché avrò voce per farlo. Mi batterò con tutte le mie forze per far avere a me e a tutte le persone del mondo gli stessi diritti. Per poter manifestare il mio amore come lo possono fare le persone "eterosessuali".

Il fatto che io vada a letto con una persona del mio stesso sesso non deve interessarti. Che ti importa di quali sono i genitali del/la mio/a compagno/a? La vita è la mia, e il mio orientamento sessuale non intacca in alcun modo la tua. Tu sei libero, lo sono anche io. Non hai alcun diritto di privarmi della mia libertà di uomo. La mia libertà di aprire il mio cuore (e le mie gambe, beninteso) a chi voglio io. Uomo o donna. 
Tu mi togli questa libertà... E io me la prendo da me.

Siamo nati liberi. Non scordiamocelo. 

Eterosessuali, Gay, Lesbiche, Bisessuali, Transessuali. Manifestatevi. Manifestate. Fate sentire al mondo che ci siete, che siete pronti a combattere per i pari diritti degli uomini. L'appello è rivolto anche agli eterosessuali, anzi, essi prima di tutto. Uniti, tutti, riusciremo a superare questi pregiudizi, questa discriminazione, questo schifo. Quest'odio. Ci stanno togliendo la dignità di esseri umani, non permettiamo che questo orrore continui.

Ripropongo:

"Quando tutte le persone, etero, gay, bisex, trans saranno schierate insieme per la libertà e per l’amore, il nostro mondo sarà di certo migliore."



domenica 18 marzo 2012

Lacrime di sale

Era lì, e sapeva che sarebbe stata l'ultima volta. Combattuta sullo spirito con cui affrontare quel momento. La guardò dritto negli occhi, e non le rimase altro che entrare dentro di lei attraverso il suo sguardo. Sbatteva le palpebre perché le lacrime non le annebbiassero la vista. Era lì e le teneva la mano, pregando che il tempo non scorresse, che le immortalasse in quel quadro. L'amore non si sarebbe mai estinto.
Invece i minuti correvano a più non posso su quell'orologio, se ne poteva cogliere la pesantezza. Ed era lì, decisa a non sprecare quegli ultimi attimi.
Pensava di essere riuscita a cambiare la situazione, in quei mesi pensava di aver raggiunto quel traguardo. Non era così. E l'aveva realizzato, concretizzato nella sua mente soltanto in quel momento. Si sentiva una stupida.
Voleva altri baci, altre carezze, altri sguardi profondi, altri abbracci. Voleva intrecciare ancora il suo corpo con quello di lei, in un'estasi senza fine.
Voleva dirle tante cose. Voleva sibilarle un 'ti amo'. Ma dalla sua bocca uscì solo un 'baciami'. Per lei il significato era lo stesso. Non riuscì mai a pronunciare quelle parole in quella notte.
Voleva dirle tante cose. Prendimi, stringimi, rapiscimi, mordimi, baciami, amami... amami... amami...
Le morirono in gola. Tutte, quelle parole.
Voleva dirle tante cose. Non disse nulla.
'Devo andare'. No. No, non voleva. Non voleva sentirla quella frase. Si rifiutava. Più la sentiva, più si accucciava sul suo grembo per prendersi ancora qualche coccola e qualche bacio. Non sarebbe mai dovuta finire, quella notte. Ma quel cazzo di tempo passava, passava, scorreva inesorabile accorciando la candela della loro passione.
Lacrime di sale sgorgavano lente e bollenti dai suoi occhi, scendevano lungo le guance e prontamente venivano raccolte da lei. E lei non voleva che piangesse. Non avrebbe mai voluto farla piangere. Ma non riusciva a trattenerle, quelle lacrime.
Era lì, tra miliardi di pensieri e parole non dette, altre bisbigliate. Così le avrebbe sentite solo se avesse avuto il cuore abbastanza vicino al suo. E lei le sentì. Un bacio la rapiva ogni parola che pronunciava.
Si decise ad andare. Il tempo era scaduto. Riuscì ad aprire lo sportello, neanche lei sapeva con quale coraggio e forza d'animo. L'ultimo bacio, accompagnato da una lacrima. Quella no, non sarebbe stata l'ultima. Prima di entrare si rigirò a darle un ultimo saluto. Poi si chiuse il portone alle spalle. Tutte le lacrime che prima era riuscita a dosare, ora cominciarono a scendere bruciandole il viso. E per finire, il rumore del motore della sua macchina. Stava partendo. Andando via. Era tutto finito. Il rumore di quel motore la annientò.
Salì. Buio, silenzio. Più nessuna mano che stringeva la sua. Più nessun profumo, non il suo. Più nessun bacio. Più nulla.
Non le rimase altro che un letto vuoto, il tempo che continuava a scorrere, il nulla da abbracciare. E un cuscino umido di sale.

venerdì 13 gennaio 2012

Oggetto: questione di amor proprio

Miei cari, carissimi amici, vi scrivo questa piccola lettera nella speranza che possiate cogliere i miei consigli e trarne almeno un po' di vantaggio. Mi rivolgerò a voi uno ad uno.

Cari piedi, inizio con voi perché siete ciò che sorregge la baracca. Non indossate mai scarpe scomode solo per i loro bel colore o per la marca, soffrireste inutilmente per pura vanità. Non fatevi schiacciare da piedi apparentemente più forti e grandi, perché dovete ricordarvi che voi siete in grado di reggere tutto e girare tutto il mondo. Non fatelo, o perderete la vostra dignità. Ma non schiacciate nessuno a vostra volta, o risulterete avidi di gloria. Ricordatevi sempre della vostra forza.

Care amiche gambe, voi, grandi o piccole, lunghe o corte, non pensate mai di non essere belle e all'altezza delle altre, ma camminate a testa alta con la vostra compostezza regale. Guardatevi allo specchio e pensate "noi siamo bellissime e indispensabili". Non dubitate mai di voi stesse.

Cari glutei, voi, tondi, piatti, alti, bassi, invitanti sempre, non piangete se non vi si guarda abbastanza e non arrabbiatevi se vi si guarda troppo. Fatevi toccare solo dal vostro lui o dalla vostra lei. Siate sempre fieri.

Vulva, amica mia vulva, per te avrei tante cose importanti da dire, ma mi limiterò a poco. Sei sempre bellissima, non dimenticarlo. Al freddo o al caldo, da sola o in compagnia, devi stare sempre bene. Concediti solo se ti senti a tuo agio. Non farti toccare dalla persona sbagliata, rischieresti di morire. Prenditi sempre cura di te, e non ignorare i tuoi desideri. Non reprimerti.

Carissimi seni, piccoli o grandi, sodi o un po' pendenti. Siate orgogliosi della vostra morbidezza, sempre. Non scopritevi per vanità o per persone inutili, ma mantenete la vostra dignità nella riservatezza. Scopritevi con la persona giusta, e quando la trovate, evidenziatevi. Non dubitate della vostra bellezza.

Belle e possenti spalle, o piccole e leggere. Non incurvatevi mai, non piegatevi di fronte a nessuna fatica. Ricordatevi dell'uomo che grazie a voi sorregge il mondo intero. Siete la forza del corpo, siete coloro che reggono la stanchezza e i colpi della vita. Siete indispensabili per non farla crollare, questa baracca. Amatevi e fatevi amare.

Collo, bello e lungo, o corto, sei fatto per reggermi. Sei fatto per reggere me, che adesso vi sto scrivendo questa lettera. Ma soprattutto, sei fatto per essere baciato e coccolato. Accarezzato. Amato. Inclìnati quando delle belle labbra o delle calde mani ti si avvicinano. Senti la loro presenza dolce, e fatti amare. Fatti toccare lentamente, con passione. Ma non lasciare nulla al caso. Evita le bocche inutili e le mani feroci. Sii sempre prudente.

Dolci, grandi mani, e voi, dita, lunghe e agili. Siete l'arma che guida l'uomo e lo rende così forte. Senza di voi non esisterebbe l'amore, la dolcezza, la tenerezza, la passione. Non esisterebbe nulla. Curatevi di voi stesse senza abbattervi mai. Siate consapevoli delle grandi avventure, esperienze, scoperte che potete fare. Potete compiere immensi lavori, altrimenti impossibili. Ma, vi prego, non scrivete mai qualcosa di cui poi potreste pentirvi, anche se in quel momento siete sicure che sia la cosa giusta. Prestateci attenzione. Rischierete di rovinare tutto. Afferrate con passione i fianchi della persona amata, accarezzatele i capelli fino a farle venire i brividi, toccatele il corpo e fatela star bene. Ma solo se voi state bene a vostra volta. Fate tante carezze, non colpite nessuno.

Nasino caro, o nasone che sia. Tu hai una delle funzioni più importanti: servi a far innamorare. Perché sei tu che cogli l'odore e i profumi delle cose e delle persone. Quindi fai innamorare. Perché ci si innamora dell'odore di qualcuno. Della stretta che questo odore ti lascia. Impara a distinguere i bei profumi sinceri da quelli fasulli, non farti ingannare dall'apparenza. Odora fino in fondo... Ma attento a non cadere nella trappola. Il tuo compito è riuscire a individuare il profumo della tua vita, quelo che vorrai sentire sempre e per sempre. Sei importante, non dimenticarlo mai.

Oh, cara bocca, care labbra... Mi rivolgo a voi con immenso sentimento. Voi siete il centro di ogni amore. Voi, labbra, per prime incontrate la vostra metà complementare. Non siate mai troppo frettolose, ma non aspettate più del sopportabile. Quando vibrate troppo da non poter resistere, buttatevi e fatevi sentire, cercate il contatto. Date emozioni. Emozionatevi. Baciate, amate. Accarezzate. Fatevi desiderare e desiderate. Gustate. Non traditevi mai. Bocca, attenta alle parole che dici, non sbilanciarti mai ma neanche devi fare la preziosa. Di' il giusto. Sìì intelligente. Non delurere, non illudere.

Occhi. Grandi e brillanti. Piccoli, chiusi, aperti. Non siate mai tristi e spenti. Ma brillate sempre di fronte alle meraviglie del mondo. Non piangete se non per gioia e commozione. Non versate lacrime per eventi o persone che non le meritano. Nessuno merita le vostre lacrime di tristezza. Fissate gli altri occhi quando vi rivolgete a loro. Siate sempre carichi di sentimenti. Trasmettete emozioni ad ogni sguardo. Chiudetevi al momento opportuno, apritevi quando la luce del giorno vi illumina. E voi stessi illuminate il buio degli altri. Non privatevi dei bei paesaggi del mondo, risparmiatevi torture e sofferenza. Verdi, azzurri, neri, marroni, di qualunque colore voi siate. Ammirate la bellezza. Innamoratevi. Innamorate.

Carissime orecchie. Anche per voi avrei molto da dire. Permettete che mi arrivino i dolci suoni delle melodie più belle e delle voci più soavi. Di questo vi ringrazio. Ho un consiglio da darvi. Siate sempre pronti ad ascoltare chiunque vi chieda di prestare ascolto, siate sempre disponibili, ma copritevi quando dalle bocche altrui escono solo scempiaggini e parole di sangue che potrebbero ferirvi. Proteggetevi da chi vi vuole uccidere.

Cari amici capelli, lunghi, corti, biondi, neri, castani, azzurri, rossi o qualsivoglia colore. Dovete sentirvi sempre a vostro agio in ogni situazione. Siate liberi al vento. Non fatevi rovinare e non rovinatevi da soli. Fatevi accarezzare, accettate le dita che si incastrano in mezzo a voi con tanta dolcezza. Riscaldate la pelle. Tenete compagnia. Arricciatevi, lisciatevi, quando vi viene chiesto. Fatevi coccolare, tanto. Ne vale la pena. Ma solo dalle giuste mani, dalle giuste dita.

E infine tu, caro, carissimo cuore. Tu sei il mio compagno da una vita. Siamo legati da un legame indissolubile che spesso ci fa andare l'uno contro l'altro. Ma quando cerco di farti desistere dal fare qualcosa, lo faccio sempre solo per il tuo bene. Per non farti spezzare. Non voglio che ti faccia distruggere. Sii sempre forte. Non farti abbattere dalle torture degli altri cuori malvagi che sono invidiosi della tua felicità e vogliono farti crollare. Vai avanti fiero per la tua strada, non farti condizionare mai da nessuno. Non illuderti troppo facilmente, e non illudere. Non farti toccare da spade o coltelli, ma solo da dolci piume di delicato amore. Sii autorevole con chi non ti porta rispetto, dolce con chi ti mostra affetto, comprensivo con chi sbaglia, severo con chi vuole farti del male. Non serbare mai rancore, ma perdona sempre il più possibile. E se non riesci a perdonare, non odiare, mai. Ma, cosa più importante, non dimenticare mai nulla, se non i momenti più brutti. Non farti usare, non usare nessuno. Ama sempre, finché non smetterai di battere nel petto. Ama chi ti rispetta, non amare chi non ti vuole. Non sprecare il tuo tempo con chi vuole soltanto abusare di te. Impara a riconoscere i cuori buoni da quelli da scartare, e scartali. E se vieni deluso, riprenditi in fretta, perché devi riprendere ad amare. Non smettere mai di farlo. Sii vicino al cuore dei tuoi amici, della tua famiglia e di tutti quelli che ti amano. Dona tutto l'amore che hai dentro di te, esternalo. Non avere mai timore, sii coraggioso ma prudente. E ti dico anche un'altra cosa... Non obbedire sempre a quello che ti dico. Alle volte è un bene che tu non mi dia retta. Non assecondare sempre la ragione. Ma cerca di capire sempre quando è il caso di farlo.

Ho terminato con la mia lettera, che doveva essere breve. Spero di esservi stato almeno un po' di conforto.
Sinceramente affezionato,
                                                                      Sig. Cervello



sabato 17 dicembre 2011

Ma... Cos'è?

Piano piano... Sto riprendendo a vivere.
Sento di nuovo quelle vibrazioni, quei tremori, quel fuoco che brucia dentro quando desidero qualcosa. 
Era troppo tempo che non provavo tutto questo.
Ancora una volta mi ritrovo a non aver parole adatte per descriverlo.
Ci spero, quanto ci spero. 
Non voglio perdere queste emozioni. Non voglio più provare il vuoto del non provare nulla.
Sto bene. 
Ma che cos'è? 

martedì 13 dicembre 2011

Per favore...

... Datemi la forza di finire questo 2011 di merda.

martedì 6 dicembre 2011

Non ho più voglia

Come si può descrivere quello stato d'animo, di quando non si sente nulla, non si ha voglia di niente, si è insofferenti? 
Quello di quando senti che la mattina dopo non avrai la forza di alzarti e affrontare un'altra intera giornata, altre ventiquattro ore. 
Quello di quando ti sembra che ogni giorno sia un lunedì. Apatia, forse? No, no non è apatia. Perché quello che mi capita attorno non mi è indifferente. 
Non lo so.
La verità è che non ne ho più voglia. Non ho più voglia di guardarmi allo specchio e sperare che mi arrivi una nuova pelle. Non ho più voglia di svegliarmi con la consapevolezza che nulla andrà come spero. Non ho più voglia di sentirmi insicura. Non ho più voglia di affrontare gli altri, che facciano un po' come vogliono. 
Non ho più voglia di essere legata a quella dannatissima crema, se non voglio peggiorare. Non ho più voglia di vedermi. Non ho più voglia di curarmi. Non ho più voglia di spendere così tanto per me. 
Non ho più voglia di me. 
Non mi voglio più. 
Sinceramente, basta. Non ho più voglia di pensare. Domani mattina vorrei provare quella meravigliosa sensazione di svegliarmi e sapere che posso dormire ancora un po'. Per lo meno proverei qualcosa di bello. Oppure vorrei non alzarmi dal letto. O, ancora meglio, vorrei non svegliarmi proprio. 
Non ne posso più.

lunedì 28 novembre 2011

Blunotte

Forse non riuscirò a darti il meglio.
Più volte hai trovato i miei sforzi inutili.
Forse non riuscirò a darti il meglio.
Più volte hai trovato i miei gesti ridicoli.

Come se non bastasse 
l’aver rinunciato a me stessa...
Come se non bastasse tutta la forza del mio amore...

E non ho fatto altro che sentirmi sbagliata,
ed ho cambiato tutto di me
perché non ero abbastanza...
Ed ho capito soltanto adesso 
che avevi paura. 

Forse non riuscirò a darti il meglio,
ma ho fatto i miei conti e ho scoperto 
che non possiedo di più.

Come se non bastasse 
l’aver rinunciato a me stessa...
Come se non bastasse tutta la forza del mio amore...

E non ho fatto altro che sentirmi sbagliata,
ed ho cambiato tutto di me 
perché non ero abbastanza... 
Ed ho capito soltanto adesso…

E non ho fatto altro che sentirmi sbagliata,
ed ho cambiato tutto di me 
perché non ero abbastanza...

Ed ho capito soltanto adesso 
che avevi paura.